Che si lavori in reparto di degenza o altrove il rientro dalle feste, per chi è riuscito a passarle a casa, è sempre un po' traumatico. Specie dopo queste giornate di (tavole) piene.
E allora ecco a voi qualche consiglio su come affrontare al meglio le giornate (e magari sfatiamo qualche mito):
1)A seconda dei turni procedete a fare un po' di attività fisica moderata. Una camminata a passo sostenuto per 15 minuti potrebbe già farvi stare meglio (e ad alleggerire la tensione addominale post festività);
2)Ok, è stato tutto bello e buono. Ora togliamo i fritti e mangiamo qualcosa di più "pulito". Non dimentichiamoci che tra un po' c'è Capodanno e la Befana. Previste altre mangiate!
3) Concedetevi una tisana serale. Staccate la spina dal turno di lavoro ( o dalla confusione delle feste) per richiamare a voi un po' di energia e relax. Le tisane al finocchio, alla cannella, al caramello e cacao, quelle che più vi piacciono vanno bene. Come scritto in precedenza evitate quelle al the verde;
6)Non esistono (e non ci cascate) tisane "pancia piatta" ed effetti miracolosi. Come non esistono rimedi di aziende che vi promettono la forma perfetta solo bevendo uno shake. Anche la famosa "acqua calda e limone" non ha nessuna valenza scientifica. Non giocate a fare i piccoli chimici, siete infermierei, è sufficientie! :P
7)Cercate di regolarizzare il sonno (per quanto difficile nel nostro lavoro) ma sicuramente in questi giorni di festa si è fatto èoù o meno tardi. Riprendiamo la "nostra" routine al quale il corpo è ormai abituato.
8)Fate degli esercizi di respirazione e mindfulness. Ormai esistono le app. Ma inspirare per 10 secondi ed espirare per lo stesso tempo non necessita di applicazione.
9)SORRIDETE =)
Ehi ragazzi. Questo capitolo di NurseVive è per voi. Per chi ogni mattina combatte contro la sveglia. Per chi vive la vita del tirocinante sulla propria pelle, ogni singolo giorno. Suona la sveglia. È ancora buio. Sempre. Quel buio che ti entra negli occhi prima ancora che tu riesca a capire dove sei. Cinque. Cinque e mezza. Sei meno un quarto. Non importa l’ora: è sempre troppo presto. Ti alzi con il corpo pesante e la testa che implora altri dieci minuti. Solo dieci. Ma sai già che non puoi. Caffè al volo. Un morso a qualcosa che non sa nemmeno di colazione. Zaino in spalla. Divisa piegata. E via. Chilometri. In macchina, in treno, in autobus. Facce assonnate tutte uguali, sguardi persi, cuffiette nelle orecchie e silenzi rumorosi. Pendolari della fatica. Pendolari dei sogni. Arrivi in aula. Lezione. Appunti scritti di corsa. Terminologia, protocolli, farmaci, anatomia, responsabilità. Tante responsabilità. E poi… subito tirocinio. O a volte il contrario. Tirocin...

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