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“Ma chi sei per giudicarmi?” – Quando il tirocinio ferisce invece di insegnare

Stanotte ho ricevuto uno sfogo. Di quelli veri, senza filtri. Era l’ultima notte di tirocinio in terapia intensiva. E dentro c’era tutto: frustrazione, rabbia, senso di ingiustizia… ma anche qualcosa di molto più importante — la voglia di diventare un’infermiera migliore. “Mi hanno fatto il giudizio e io non lo sopporto.” Non perché non accetti le critiche. Ma perché nessuno le ha spiegato su quali basi . Le è stato detto che ha lacune. Che alcune domande “non sono da terzo anno”. Che su certe procedure deve migliorare. Tutto legittimo. Tutto possibile. Ma quando ha chiesto esempi concreti? Silenzio. E qui nasce il problema. P erché un giudizio senza spiegazione non è formazione. È solo un’etichetta.  E le etichette, in sanità, fanno danni. C’è un passaggio che mi ha colpito più di tutti: “Mi avevano detto: fammi tutte le domande. Poi quelle domande sono diventate un problema.” Quante volte succede? Ti dicono di chiedere. Ti dicono che è il tuo momento per impa...
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  🩺 Infarto Miocardico Posteriore: come riconoscerlo all’ECG (guida pratica per infermieri) L’infarto miocardico posteriore è una forma di STEMI che spesso passa sotto silenzio sull’ECG standard a 12 derivazioni perché la parete posteriore del cuore non è direttamente visualizzata da questi elettrodi. Ecco perché molte diagnosi vengono ritardate o addirittura mancate — con conseguenze cliniche potenzialmente gravi se non intercettate tempestivamente. Ma niente paura: con criteri specifici e un atteggiamento di lettura attento , puoi aumentare molto la probabilità di identificarlo rapidamente. 🧠 Perché è facile “perderlo”? 📌 Nel normale ECG a 12 derivazioni non esiste una derivazione che guarda direttamente la parete posteriore del cuore. Questo significa che: I classici segni di STEMI con sopraslivellamento ST potrebbero non apparire. Al contrario, vedrai segni reciproci nelle derivazioni anteriori, soprattutto in V1-V3. 👀 Cosa guardare sull’ECG standard Qu...

Dura la vita del tirocinante

Ehi ragazzi. Questo capitolo di NurseVive è per voi. Per chi ogni mattina combatte contro la sveglia. Per chi vive la vita del tirocinante sulla propria pelle, ogni singolo giorno. Suona la sveglia. È ancora buio. Sempre. Quel buio che ti entra negli occhi prima ancora che tu riesca a capire dove sei. Cinque. Cinque e mezza. Sei meno un quarto. Non importa l’ora: è sempre troppo presto. Ti alzi con il corpo pesante e la testa che implora altri dieci minuti. Solo dieci. Ma sai già che non puoi. Caffè al volo. Un morso a qualcosa che non sa nemmeno di colazione. Zaino in spalla. Divisa piegata. E via. Chilometri. In macchina, in treno, in autobus. Facce assonnate tutte uguali, sguardi persi, cuffiette nelle orecchie e silenzi rumorosi. Pendolari della fatica. Pendolari dei sogni. Arrivi in aula. Lezione. Appunti scritti di corsa. Terminologia, protocolli, farmaci, anatomia, responsabilità. Tante responsabilità. E poi… subito tirocinio. O a volte il contrario. Tirocin...