Chi fa il nostro lavoro, ormai lo sa: caffeina a go go per rimanere svegli.
Come Infemiere lo ammetto: ne faccio abuso, davvero. A me il caffè piace ma riconosco anche che in dosi così elevate può avere tante controindicazioni.
Ma andiamo per gradi: Quali sono i benefici della caffeina?
- Aumento della vigilanza e della concentrazione: la caffeina può migliorare la concentrazione e l'attenzione, aiutando noi poveri infermieri turnisti a svolgere compiti complessi. Specie durante turni prolungati o le nostre amate notti;
- Riduzione della percezione della fatica: il consumo moderato di caffeina può ridurre la sensazione di stanchezza, permettendo una maggiore resistenza durante le ore lavorative.
E per quanto riguarda i "contro"?
La caffeina può causare disturbi del sonno, alterando il ciclo sonno - veglia; può avere controindicazioni cardiovascolari, causando aritmie e aumentando il rischio di problemi cardiaci. Non solo! la nostra cara alleata può causare dipendenza ( egià, una vera droga legale!).
Ma se dovessimo chiederci: quale è la dose massima raccomandata da assumere ( per noi infermieri le dosi sono diverse...Scherzo, ovviamente!) l' OMS afferma che in un individuo sano la dosa consigliata equivale a 300 mg di caffeina al giorno ( circa 3 tazzine di caffè o sei tazze di té).
Ma attenzione! L'introito di caffeina va considerato da tutti i cibi e bevande che assumiamo, come ad esempio il cioccolato!
Come possiamo moderarne il consumo? Beh per quanto riguarda noi turnisti è difficile, ma possiamo sostituire la grande mole di caffè che ingeriamo con té verde, cioccolato, decaffeinato, orzo, caffè americano.
In conclusione: un consumo moderato e consapevole di caffeina può offire benefici agli infermieri, ma è essenziale monitorare l'assunzione per evitare effetti negativi sulla saluto e sul ciclo sonno - veglia.
Logicamente ora ci vuole un buon caffè, amaro! :P
Ehi ragazzi. Questo capitolo di NurseVive è per voi. Per chi ogni mattina combatte contro la sveglia. Per chi vive la vita del tirocinante sulla propria pelle, ogni singolo giorno. Suona la sveglia. È ancora buio. Sempre. Quel buio che ti entra negli occhi prima ancora che tu riesca a capire dove sei. Cinque. Cinque e mezza. Sei meno un quarto. Non importa l’ora: è sempre troppo presto. Ti alzi con il corpo pesante e la testa che implora altri dieci minuti. Solo dieci. Ma sai già che non puoi. Caffè al volo. Un morso a qualcosa che non sa nemmeno di colazione. Zaino in spalla. Divisa piegata. E via. Chilometri. In macchina, in treno, in autobus. Facce assonnate tutte uguali, sguardi persi, cuffiette nelle orecchie e silenzi rumorosi. Pendolari della fatica. Pendolari dei sogni. Arrivi in aula. Lezione. Appunti scritti di corsa. Terminologia, protocolli, farmaci, anatomia, responsabilità. Tante responsabilità. E poi… subito tirocinio. O a volte il contrario. Tirocin...

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